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A Manaus rieletto Amazonino Mendes sindaco «moto-sega»

[il manifesto, 02 Novembre 2008]

Aveva lasciato il governo dello stato di Amazonas con un ultimo provvedimento, l'affidamento della gestione dell'acqua alla multinazionale francese Suez. Ora Amazonino Mendes, gran maraja della politica dell'Amazzonia brasiliana, è tornato in scena.

È stato eletto sindaco di Manaus, capitale dello stato di Amazonas, con 100.000 voti di scarto rispetto al socialdemocratico uscente Serafim Correa.
Esponente da sempre della destra neoliberista, Mendes è già stato due volte sindaco e due volte governatore. Una quindicina d'anni al comando, ed una curriculum che racconta bene la fitta rete d'interessi che è riuscito a creare. A livello internazionale divenne famoso quando, durante una campagna elettorale negli anni '90, distribuì motoseghe invitando gli abitanti della foresta a tagliare alberi volontà.
Secondo le indagini fatte dalla polizia federale brasiliana, Mendes nel 1997 fu il promotore di una vera e propria caccia ai voti per l'approvazione della legge che permise la rielezione di Fernando Henrique Cardoso. Alcune intercettazioni dell'epoca avrebbero dimostrato la distribuzione di centinaia di migliaia di reais ad alcuni deputati per assicurarsi il voto favorevole. Lui negò, ma si rifiutò di mostrare i documenti richiesti dagli investigatori.
L'ultima accusa in ordine di tempo è del 2004, quando fu incriminato con l'accusa di aver ricevuto una tangente 3,1 milioni di reais (circa 1,2 milioni di euro) da un'impresa statunitense per garantire alcuni appalti milionari. Fu come un segno allora, e le elezioni per la carica di sindaco quell'anno le perse clamorosamente. Per la città di Manaus e per lo stato di Amazonas fu il segno concreto di una riconquista democratica, venuta anche grazie alla spinta propulsiva dell'elezione di Lula.
Il ritorno di Mendes ha quindi il peso di un passato che l'Amazzonia brasiliana sperava di aver archiviato. Il vice di Amazonino Mendes è poi l'espressione massima del populismo televisivo reazionario: Carlos Souza, che con il fratello Wallace conduce una trasmissione tutta sangue, violenza e banditi da eliminare. Famosissimi tra i disperati che affollano le sterminate periferie della capitale geografica dell'Amazzonia, hanno un soprannome che è stato il loro programma, «i fratelli mitraglia».
Sul tavolo il «nuovo» sindaco trova problemi complicati, in buona parte eredità dei precedenti mandati. Al primo posto la questione acqua. Grazie alla privatizzazione che aveva condotto nel 2000, oggi Manaus ha una situazione drammatica, con 300.000 persone con difficoltà di accesso all'acqua potabile. Il sindaco Correa era intervenuto finanziando i lavori che la Suez aveva promesso e mai realizzato, ma nonostante questo il malcontento per la gestione del sistema idrico è diffuso.
C'è poi la questione delle continue invasioni delle periferie, che stanno trasformando Manaus in un mostro metropolitano ingovernabile. Alcune statistiche parlano di 50.000 nuovi arrivi ogni anno, in una città completamente circondata dalla foresta e dal fiume. Fino a un mese fa le fabbriche della Zona Franca riuscivano ad offrire 100.000 posti di lavoro, creando il mito di una Manaus in grado di accogliere tutti i senza lavoro del nord del Brasile. Ora la crisi economica potrebbe avere conseguenze devastanti per questa economia che dipende direttamente degli investitori esteri.

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